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il gesto impresso
“chi ama la terra
si dice abbia
il pollice verde
chi lavora su
il gesto impresso
acquista
l’orecchio fotografico”

il vissuto
Franca Gava
Animatore di psicomotricità analitica

Mattino. Una stanza vuota. Alcune persone entrano titubanti, si presentano, si siedono. Turi presenta il suo progetto per la giornata.
Comincia gesti impressi. Gesti leggeri portatori di grande densità, sguardi
che comunicano, parole che si inseguono per associazione di idee: è già
mettersi in gioco nella relazione con l’altro.
Il corpo risponde: le spalle si abbassano, le mani sperimentano una gestualità
spontanea, i piedi apprendono ad esprimere emozioni attraverso piccoli movimenti, la voce si distende.
Ciascuno comincia a prendere coscienza di sé come essere comunicante.
La pausa del pranzo offre la possibilità di conoscenza, di complicità, di
approccio allo spirito di squadra. L’ambiente si fa caloroso.
Si riprende con l’ascolto di brani musicali; si analizzano e si decodificano
immagini di comunicazione; si mettono in atto situazioni di verbalizzazione
dei propri pensieri, di comunicazione efficace attraverso la parola e la
postura corporea tali da catturare l’attenzione e l’interesse del pubblico.
Attraverso situazioni ludiche, ognuno stabilisce un contatto con sé, con l’altro e con il gruppo con semplicità, sincerità e, allo stesso tempo,
nella profondità della propria autenticità.

Tardo pomeriggio. Una stanza piena, vissuta, animata. Un gruppo di persone
sorridenti, soddisfatte del vissuto comune.
L’aria vibra di esseri di presenza, ciascuno torna a casa con un nuovo bagaglio di percezioni, sensazioni, emozioni; la scoperta delle qualità relazionali individuali apre alla fiducia nelle proprie possibilità, al raggiungimento del progetto personale.

il vissuto
Laura Boria
Sociologa

Ho conosciuto in modo strano “il gesto impresso”, una metodologia intrinseca di curiosità e piena di interrogativi che forse solo il tempo mi aiuterà a scoprire.
I giorni di agosto passati insieme a lui (il gesto impresso), hanno svegliato le mie emozioni, la mia sensibilità fragile, la mia emotività senza regole. Mi sono riscoperta diversa, forse più bella, più arrogante e meno umile.
Per un mese circa la razionalità mi ha stretto tra le sue braccia e non mi ha abbandonato quasi mai!!! la mia indipendenza la mia libertà e l’amore per il “gesto impresso” non ha vinto sulla stanchezza, le incomprensioni e il tempo che scivolava via ogni giorno
Fino a poco tempo fa credevo impossibile nel mondo il cambiamento, il desiderio da parte di chi non l’ha mai vissuta l’onestà di esistere e di vivere dolcemente il mondo, di assaporarlo insieme alla verità di chi ti gli sta accanto.
Proprio ieri un uomo importante mi ha detto: “devi acquisire un’altra qualità Laura LA PAZIENZA… non gli avrei mai chiesto se conosce il “gesto impresso” perché gia lui era in quel momento il gesto impresso.


il vissuto
Giovanna Baggione
Psicologa

Durante le giornate di laboratorio i corsisti hanno accolto le informazioni che Turi Greco, attraverso l’ascolto empatico, ha fornito .
Dall’osservazione della comunicazione verbale e non verbale si è potuta rilevare una graduale apertura dei corsisti che si sono messi in gioco entrando nel gioco attraverso il superamento delle proprie sovrastrutture.
Turi ha attivato naturalmente nei confronti dei corsisti quella che Bion chiama ‘funzione contenitore’; infatti attraverso l’ascolto dei ‘rumori di fondo’ propri e dei corsisti ha favorito la relazione tra i partecipanti, modulando le attività in funzione delle caratteristiche e dei bisogni di ognuno di loro.
Le attività proposte durante le giornate di lavoro: ascolto della musica, brainstorming, giochi di ruolo, sono state fondamentali nel dirigere l’attenzione dei partecipanti verso una nuova modalità di interagire e comunicare.
Il metodo che Turi Greco utilizza: il “gesto impresso” facilita la capacità di ascolto e si basa su:
la scomposizione dell’ascolto per tirare fuori un travaglio creativo che favorisce la sintonizzazione con lo spazio che circonda le persone, per entrare nella maniera più diretta e sincera nello spazio “flat”’, che consente un’interazione diretta tra le persone e favorisce la loro modalità di comunicare.

 

 

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