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il gesto impresso
“chi ama la terra
si dice abbia
il pollice verde
chi lavora su
il gesto impresso
acquista
l’orecchio fotografico”

esperienze

l’esperienza di
Valentina Scirè

Con tre parole potrei riassumere il “metodo” che adotta Turi: passione, amore e divertimento. Queste parole così brevi ma piene di tanto significato riesce a mescolarle e far si che si trasformino in un’eruzione vulcanica. “La lava” trabocca lentamente creando un risultato spettacolare con un impatto emotivo unico!
Posso definire Turi come l'Etna: riesce con il suo metodo a far sì che esca il meglio di te stessa, senza imporre qualcosa, il tutto avviene pian piano in modo spontaneo.

 

l’esperienza di
Stefano Scalone

Sono in tanti quelli che nel mondo ci vivono. Sono quelli che hanno un nome per le cose: il portapenne è il contenitore per le penne, il biglietto da visita è uno strumento per non dimenticare indirizzi o numeri di telefono, il sorriso è il risultato di un momento divertente.
Sono quelli che se hanno bisogno che qualcuno scriva qualcosa per loro gli forniscono carta e penna, o una tastiera di computer. Turi no. Oggi mi ha chiesto di descrivere cosa sento del suo lavoro in poche righe. Non mi ha dato né carta e penna, né tastiere di computer, mi ha dato un'audiocassetta. "… delle basi musicali di un mio vecchio laboratorio. Ti serve se hai bisogno di ispirazione": Questo mi ha detto, questo vi scrivo e questo è Turi.
Turi, le cose, te le fa nascere dentro. Il portapenne diventa un lampadario, il biglietto da visita diventa uno strumento magico e il sorriso diventa un mezzo per raggiungere un risultato. Sono in tanti quelli che nel mondo ci vivono, in pochi quelli come Turi, quelli che il mondo lo rendono vivo.

 

l’esperienza di
Rachele Arcidiacono

Il gesto impresso l’ho vissuto come un grande dono che abbiamo fatto a tutta Caltagirone. Dal giorno in cui Laura mi propose l’iniziativa fino all’ultimo saluto dato all’ultimo partecipante è stato un crescere di sensazioni, di creazioni, di speranze, di risa.
Ho visto iscriversi la maggior parte delle persone che hanno partecipato e in qualche modo quindi era come se già le conoscessi tutte quando si sono presentate alla Villa il 29 agosto.
Ho cercato di carpire piccoli particolari positivi e negativi che, uniti, potessero restituire i sapori agrodolci di un’esperienza finora unica per la realtà calatina:

- Due mie amiche, senza sapere ancora cosa fosse il gesto impresso, spontaneamente giocano con la musica e i gesti.
- Una signora, inizialmente incapace di trasmettere le proprie emozioni perché troppo composta e rigida, gattona audacemente tra le persone rimanendovi incastrata quando la musica si interrompe.
- Un’altra signora dichiara di aver assorbito tante cose durante il corso, ma soprattutto di essere stata assorbita dalle cose stesse.
- Il racconto di un sogno felice da parte di chi non aveva inizialmente voluto garantire la sua presenza al laboratorio.
- Una ragazza nel gioco degli abbracci mi lega stretta a lei, al suo sorriso e al suo bisogno d’affetto.

Ho incontrato l’iniziale sfiducia negli occhi di alcune persone, ho visto la gioia nei gesti di altre, ho guardato cento bambini giocare con una bacchetta, ho ascoltato mille catene infrangersi sotto i colpi della musica. Ho notato come diverse persone fossero particolarmente predisposte per loro natura al metodo del gesto impresso, ne ho viste altre totalmente disinteressate eppure quasi sempre presenti, ne ho viste altre ringraziarmi profondamente alla fine del corso per aver regalato loro un’esperienza irripetibile. Ho amato 150 persone, i loro sorrisi, le loro smorfie, ho conosciuto una parte delle loro insicurezze, la loro finta spavalderia, la loro esuberante euforia, la loro timidezza che li lasciava seduti a guardare i giochi. Ho visto muoversi un’onda di energia sotto i pini e sull’erba, tra i colori dei tappetini e il bianco delle bacchette.
Avvicinarmi a Laura, Giovanna e a gente nuova per me è stato uno dei più nutrienti valori assorbiti durante questa estate, grazie all’opportunità che ci hai dato.
Tutto questo mi ha lasciato tanta bontà dentro, la calma e l’equilibrio giusto per affrontare ogni cosa. Certe immagini, certi gesti, fanno parte del mio database e le riscopro ogni giorno senza farci caso perché a volte mi sento dire “ma sei matta stasera?!” e mi accorgo che sto sorridendo, mi accorgo che sono serena, che sono libera, che sono buona e che la vera normalità ha dentro tanta pazzia e allora rispondo “può darsi!” .
Grazie di cuore per ogni tuo gesto, ogni parola, ogni ironia, ogni sorriso, ogni tuo silenzio necessario.


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