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il gesto impresso
“fare
della propria esperienza
il grande strumento
del comunicare”

ideazione e conduzione

Salvatore Greco
Ideatore e conduttore

Il mio percorso, la mia esplorazione è come una buona, ricca e poetica insalata. E’ stato per me importante iniziare dall’età di 10 anni ad ascoltare di continuo musica alla radio, assaggiare aria di spettacolo a casa, gustare e non decifrare subito qualche blocco ambientale, essere miope, convivere con un’eccessiva euforia, amare le stranezze…. e poi da maggiorenne fare il clown, l’attore, il professionista di relazioni pubbliche, ad ascoltare e rapportarmi con bravi, decisi e coinvolgenti maestri, analizzare, sfogliare, zappingare fra varie letture, pillole di saggezza da persone incontrare lungo la strada (Emilio Lauria, Enrico Cogno, Rolando Toro, Yves Lebreton, …) o da articoli catturati su riviste, guardare la TV e poi fare televisione, andare al cinema, lavorare in teatro e prima ancora applaudire lo spettacolo teatrale, tanta e varia musica ascoltata, proposta e registrata, il tutto condito con una grande e continua curiosità musicale e fotografica. Tutte queste informazioni sono state le basi per mettere in pratica un (mio) metodo/stile di comunicazione, ed è questo l’oggetto: come spettacolarizzo le relazioni.
Bingo! Quando mi sono trovato a lavorare per la prima volta nel campo dell’animazione turistica e con mia sorpresa ho trovato colleghi che la pensavano come me, pur non avendo mai avuto contatto con gli stessi.
Mi sono lasciato dietro dei “bravo”, “come fai con tutta questa gente”, “hai una dote naturale” ed anche “è un pazzo”, “è un personaggio”, “genio incompreso”…
Ho continuato a lavorare su questi appunti e prove pratiche per alti e bassi della mia vita, ho raccolto vari spunti su molteplici esercizi condotti sul lavoro ed ho deciso di rappresentare le mie considerazioni con un laboratorio per piccoli e grandi che già negli anni 80 ho chiamato “programma scioltezza”. Per parecchio tempo ho avuto modo di realizzare stage e laboratori.
Dal 2001 ho dato vita a nuove verifiche e considerazioni. La prima è stata la rielaborazione della figura ed il ruolo dell’animaturi, quello che è stato il mio ruolo, la mia veste professionale per tanti anni ed adesso collega di altri, forse troppi che hanno confuso un “modo di fare” con un’arte che non c’è più con la stessa forza di quando ha iniziato a svilupparsi. Come fare a staccarmi da questa unicità di rappresentazione alla quale non mi sentivo più legato?
Ho definito la mia missione come attore e regista del gioco. Chi è veramente l’attore? è colui il quale partecipa attivamente ad una vicenda reale… in definitiva c’è un tale che agisce davanti ad uno o più altri tali… a ciò si aggiunge l’aspetto ludico e per meglio dire il tale “gioca con le parole ed i gesti”, interagisce con un altro tale. Questa congiunzione non si attiva senza avere definito, anche in una frazione velocissima di tempo, un contratto di relazione che realizza la comunicazione e che si trasforma in un dialogo aperto, divertente, umano, forte, spettacolare… e tutto quanto questo!
A programma scioltezza ho unito il travaglio dell’attore e regista del gioco così nasce “il gesto impresso” che si basa sul personalissimo percepire cose, immagini, suoni, profumi, gesti: propongo un metodo per trasformare la propria esperienza in un grande strumento del comunicare.
I rami del gusto_l’albero che produce l’idea_ sono fatti di tutto quello che ha agito su di noi.
È il processo di combinazione di vecchi elementi che realizza l’idea.
Considerato che l’idea è alla base della comunicazione bisogna coltivare questo ns. albero il cui raccolto è la creatività: il risultato di una lunga serie di invisibili processi di costruzione che avvengono a livello inconscio.
La digestione mentale avviene stuzzicando, coltivando, assaporando, ingurgitando, un fatto, una cartolina, un video, una poesia, uno spot, uno spettacolo, una canzone, uno sguardo, una pentola, qualsiasi cosa… Il passo successivo è collegare due fatti ed osservare cosa avviene..
Produrre idee dipende dalla capacità di stabilire relazioni.
Lo strumento fondamentale di il gesto impresso è il concetto semplice e forte di “banca dati”. Condividendo il metodo, questo percorso, diventa laboratorio: unire, abituare, educare, allenare ed aggiornare la propria cultura alla catalogazione di nuovi elementi: suoni, incontri, scontri, sapori ed emozioni. Il gesto impresso si pone l’obiettivo di sviluppare questi temi:
aprire la porta alla creatività, sviluppare la fantasia, analizzare la gestualità, utilizzare la musica e la parola sempre in rapporto al proprio individuale modo d'essere.
Questo corso/laboratorio pratico elabora una ricerca su vari piani di una comunicazione specifica nel campo dell’allegra sincerità per un contatto diretto e concreto con infiniti linguaggi, espressioni, format e applicazioni.Aiuta chi ha deciso di essere un creativo, chi ha deciso che ogni sfaccettatura del mondo ha fascino, chi pascola nell’informazione e nell’arte, chi produce relazioni.
Chi ama la terra si dice abbia il pollice verde, chi lavora su “il gesto Impresso” acquista l’orecchio fotografico
.



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